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domenica 3 giugno 2012

I Falisci di Falerii

I Falisci erano un popolo italico stanziato nell'Etruria meridionale e nel Lazio settentrionale, attorno al monte Soratte, nella zona di Capena: il loro principale centro abitato era Falerii Veteres ( nei pressi dall'odierna Civita Castellana). Secondo Strabone i Falisci parlavano una lingua diversa da quella etrusca e in effetti le iscrizioni arcaiche ritrovate nel loro territorio presentano una lingua e un'alfabeto affine a quello latino. Ciononostante i Falisci entrano in stretti rapporti politici e culturali con le città etrusche, dando un'importante contributo allo sviluppo dell'arte etrusca come testimoniato dalle preziose terracotte che ci sono prevenute. Le testimonianze archeologiche indicano nei secoli VII e VI a. C. il periodo di maggior splendore dei Falisci; in seguito, secondo quanto riportato dall'annalistica, combatterono contro i Romani a fianco di Fidenae ( 437 a.c), Veio (400), e Tarquinia (387), per poi entrare nella confederazione etrusca nel 293 in occasione della terza guerra sannitica. Alla fine della prima guerra punica , nel 241 a.C. vennero sottomessi da Roma, la città di Falerii venne distrutta, i suoi abitanti trasferiti nel nuovo abitato di Falerii Novi(dove oggi è situata l'abbazia di Santa Maria di Falleri) e la loro divinità ( Minerva) portata sull'Aventino; per l'occasione la vittoria romana valse il trionfo ai consoli Quinto Lutazio Cercone e Aulo Manlio Torquato.


venerdì 16 marzo 2012

I Volsci

 cartina Roma V° secolo a.C.
I Volsci erano una popolazione italica appartenente al gruppo osco-umbro. Attorno al VI secolo migrarono verso l'alta valle del Liri forse spingendosi a occupare il territorio lungo le sponde del lago Fucino. Con la fine dell'egemonia etrusca ( coincidente con la fine della monarchia a Roma) i Volsci giunsero fino occupare anche il tratto di costa tra Anxur (Terracina) e Antium (Anzio), dopo aver respinto gli assalti di Aurunci e Latini; a nord fondarono Velitrae (Velletri), centro di importanza strategico nei Colli Albani.
Assieme agli Equi , i Volsci furono tra il V e Il IV secolo a.C. tra i i più temibili avversari dei Romani, con i quali forse erano già entrati in contatto durante l'età regia. La durezza dello scontro è testimoniata dalla leggenda del romano Coriolano che accusato dalla plebe di tradimento si rifugiò proprio presso i Volsci riorganizzandone l'esercito; intenzionato a volgere contro Roma venne indotto a recedere dai propositi di rivalsa dalla madre Veturia che era venuta a trovarlo nel suo accampamento. Nella realtà storica i Romani riuscirono a isolare i Volsci fondando dapprima delle colonie ( Cora, Norba, Setia, Signia ) e istituendo di due nuove tribù (Pomptina e Publilia) nel loro territorio, per poi sottometterli definitivamente quando i Volsci avevano preso parte alla rivolta dei Latini (seconda metà del IV sec.)
Partre del territorio venne annesso mentre le loro principali città libere ( tra cui Anxur (odierna Terracina), Fondi, Formia, Pomezia, Sora, Velletri) furono trasformate in colonie romane e latine. Gli stessi Volsci finirono ben presto per romanizzarsi.
mercoledì 27 luglio 2011

La storia dei Veneti dalle origini all'integrazione con i Romani

La popolazione dei Veneti, originaria dell'Illiria, si spostò in Italia in un epoca non precisata fra l'Età del ferro e l'Età del bronzo , occupando la zona costiera dell'Alto Adriatico da Aquileia fino alla foce del Po; il territorio occupato dai Veneti da loro prese il nome di Venezia.
Una leggenda collegava l'origine dei Veneti con Troia, basandosi sulla presenza di una omonima località nel golfo veneto e sugli "enetoi", ricordati nell'Iliade come alleati dei troiani. Fu Erodoto a contrastare questo mito locale, riportando alla migrazione dall'Illiria la genesi del popolo veneto. Secondo Tito Livio i Veneti scacciarono dal loro territorio gli Euganei che prima di loro abitavano tutto il territorio compreso tra le Alpi e il mare.
La cronologia dello sviluppo della civiltà veneta si distingue in tre fasi: le origini di tipo villanoviano; la transizione compresa tra l'età del Bronzo e del Ferro; infine la fase dello sviluppo graduale che culmina nell'alleanza con i Romani.
L'arte veneta villanoviana si distinse ben presto da quella emiliana per la sostituzione dell'ossario ( benché rimanesse in uso l'incinerazione dei cadaveri), dei vasi bronzei decorati prima con motivi geometrici e successivamente con figure di animali e umane. Iscrizioni di lingua paleoveneta in un alfabeto simile a quello etrusco appaiono a partire dal VI secolo a.C. L'invasione dei celti nella regione compresa tra il Po e le Alpi , databile tra il VI e il V secolo condizionò la successiva evoluzione dei Veneti che al termine del conflitto contro gli invasori riuscirono a conservare i territori di Verona e Ateste, loro frontiere avanzate, mentre i Cenomani non si spinsero oltre la conquista di Verona. Successivamente i Germani con la loro invasione nelle valli della Carnia, della Carinzia, della Carniola misero a rischio la sicurezza dei Veneti che abitavano in pianura ma i Romani sconfissero nel 222 a.C. nella Gallia i Cisalpina i Celti. I Veneti sostennero i Romani nella battaglia e da questo momento ha luogo un alleanza cui i due popoli rimasero sempre fedeli e a cui si unirono anche i Cenomani. Nel 181 a.C: i Romani fondarono in territorio veneto la colonia di Aquileia, destinata a divenire un importante centro di collegamento commerciale e una piazzaforte difensiva contro le incursioni di carni, Iapodi e sopratutto Istri. Da qui mosse il console Aulo Manlio Vulsone nel 187 contro gli Istri, sterminandoli; stessa sorte toccò nel 129 a.C. ai Carni e agli Iapodi per opera di Caio Sempronio Tuditano. Aquileia a partire dalla guerra sociale ( 89 a.C) verrà configurata come municipium, mentre altre città venete come Padova e Vicenza in forza della Lex Pompeia assunsero lo status di colonie di diritto latino. Da quel momento i Veneti si integreranno definitivamente nella cultura latina risultando completamente romanizzati in età augustea.
domenica 26 giugno 2011

I Galli Boi e gli Insubri

I Boi erano una popolazione celtica di origine incerta; probabilmente nell'età del ferro erano residenti nell'odierna Boemia ( che da essi prende il nome). Se il gruppo tribale principale rimase nei territori d'origine ( per essere poi scacciati dal Marcomanni nel I secolo d.C. e andare in Baviera), una parte dei Boi si trasferì nel VI secolo a.C prima verso l'Iberia per poi stanziarsi nella zona a sud di Bordeaux. Attorno al 400 a.C. altri gruppi scesero in Italia nel territorio tra il Po e l'Appennino, occupando la città etrusca di Felsina che ribattezzarono Bononia ( oggi Bologna). Sconfitti più volte dai romani nel 282 e nel 225 a. C., verranno definitivamente soggiogati da Scipione Nasica nel 191 a. C. e gradualmente romanizzati.
Altra tribù celtica immigrata in Italia sono gli Insubri: anche in questo caso si è incerti sulla provenienza , probabilmente la Gallia o i paesi danubiani. Si stanziarono verso la fine del V sec. a.C. a nord della riva sinistra del Po, ad oriente del Ticino da dove partivano per le loro scorribande in tutta la penisola. La loro principale città era Mediolanum ( Milano), ma si insediarono anche a Monza e successivamente a Como, Pavia, Novara, Lodi e Bergamo. Si unirono con i Boi, i Liguri e altre tribù galliche contro i romani ma vennero sconfitti a Talamone ( 225) e Clastidium ( 222). Stimolati dall'arrivo di Annibale in Italia tornarono ad affrontare i Romani, attaccarono le colonie latine di Cremona e Piacenza ma vennero definitivamente sottomessi nel 194 a. C. I loro discendenti, acquisiranno nell'89 a.C il diritto latino (ius Latii) e nel 49 a.C. la piena cittadinanza romana
lunedì 12 aprile 2010

Gli Ernici

Gli Ernici ( lat. Hernici ) erano un'antica popolazione del Lazio, stanziata a sud est di Roma, tra il lago Fucino e il fiume Trerus ( odierno Sacco). Di probabile stirpe sabina , essi si erano riuniti in una federazione avente come principale città Anagnia (Anagni). Altre importanti città errano Aletrium e ferentinum. Durante il regno di Tarquinio il Superbo stipularono un patto di amicizia e di alleanza con i Romani; tuttavia quando il re venne spodestato decisero di prestargli aiuto nel suo fallito tentativo di rimpossessarsi del potere; Successivamente nel 487 A.C si ebbero alcune loro incursioni nel territorio romano; riuscirono a ottenere poco dopo una nuova alleanza in parità di diritti con i Romani. Ruppero di nuovo gli accordi nel 386 e nel 306, ma i Romani li sconfissero sciogliendo la loro federazione sciolta. Mentre le città di Ferentinum, Alatrium e Veroli ebbero lo status di municipia liberi, il resto del paese venne annesso al Lazio e affidato al controllo di prefetti. Nel III secolo a.C. si fusero con i Latini e ottennero la cittadinanza romana.