I Senoni erano due popolazioni di origine celtica di cui una residente nella Gallia transalpina e l'altra in quella cisalpina.
I transalpini occupavano il territorio compreso tra il corso medio della Loira e la Senna. Il centro principale era Agedincum, denominato Senones dal secolo IV in poi, oggi Sens nel dipartimento della Yonne, in Borgogna. altro centro importante era Autessiodurum, l'odierna Auxerre. I Senoni cisalpini si stabilirono attorno al IV secolo a.C in Romagna tra Rimini e Ancona e la zona da loro prese il nome di Ager Gallicus. per un secolo le loro scorrerie dettero notevoli grattacapi ai Romaniche nel 283 a.C. li sottomisero costringendoli ad accettare la fondazione delle colonia di Sena Gallica ( odierna Senigallia nel 283) e Arimnum ( odierna Rimini nel 268). Nel 238 una larga fetta del loro territorio dalla foce del Rubicone a quella dell'Esino venne confiscata e nel 232 a.c su proposta del tribuno della plebe Caio Flaminio redistribuita a coloni plebei.
Secondo quanto riferito da Tito Livio, nella bassa Romagna si stabilirono invece tra il V e il IV secolo, i Lingoni, altro popolo gallico originario delle valli della Senna e della marna. Il ramo che si trasferì nella Gallia Cisalpina entrò in contatto con gli Etruschi che abitavano la Valle Padana arrivando forse a una vera e propria commistione con loro. I Lingoni potrebbero avere partecipato al sacco di Roma compiuto da Brenno nel 390 a.C.
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domenica 3 luglio 2011
domenica 26 giugno 2011
I Galli Boi e gli Insubri
I Boi erano una popolazione celtica di origine incerta; probabilmente nell'età del ferro erano residenti nell'odierna Boemia ( che da essi prende il nome). Se il gruppo tribale principale rimase nei territori d'origine ( per essere poi scacciati dal Marcomanni nel I secolo d.C. e andare in Baviera), una parte dei Boi si trasferì nel VI secolo a.C prima verso l'Iberia per poi stanziarsi nella zona a sud di Bordeaux. Attorno al 400 a.C. altri gruppi scesero in Italia nel territorio tra il Po e l'Appennino, occupando la città etrusca di Felsina che ribattezzarono Bononia ( oggi Bologna). Sconfitti più volte dai romani nel 282 e nel 225 a. C., verranno definitivamente soggiogati da Scipione Nasica nel 191 a. C. e gradualmente romanizzati.
Altra tribù celtica immigrata in Italia sono gli Insubri: anche in questo caso si è incerti sulla provenienza , probabilmente la Gallia o i paesi danubiani. Si stanziarono verso la fine del V sec. a.C. a nord della riva sinistra del Po, ad oriente del Ticino da dove partivano per le loro scorribande in tutta la penisola. La loro principale città era Mediolanum ( Milano), ma si insediarono anche a Monza e successivamente a Como, Pavia, Novara, Lodi e Bergamo. Si unirono con i Boi, i Liguri e altre tribù galliche contro i romani ma vennero sconfitti a Talamone ( 225) e Clastidium ( 222). Stimolati dall'arrivo di Annibale in Italia tornarono ad affrontare i Romani, attaccarono le colonie latine di Cremona e Piacenza ma vennero definitivamente sottomessi nel 194 a. C. I loro discendenti, acquisiranno nell'89 a.C il diritto latino (ius Latii) e nel 49 a.C. la piena cittadinanza romana
Altra tribù celtica immigrata in Italia sono gli Insubri: anche in questo caso si è incerti sulla provenienza , probabilmente la Gallia o i paesi danubiani. Si stanziarono verso la fine del V sec. a.C. a nord della riva sinistra del Po, ad oriente del Ticino da dove partivano per le loro scorribande in tutta la penisola. La loro principale città era Mediolanum ( Milano), ma si insediarono anche a Monza e successivamente a Como, Pavia, Novara, Lodi e Bergamo. Si unirono con i Boi, i Liguri e altre tribù galliche contro i romani ma vennero sconfitti a Talamone ( 225) e Clastidium ( 222). Stimolati dall'arrivo di Annibale in Italia tornarono ad affrontare i Romani, attaccarono le colonie latine di Cremona e Piacenza ma vennero definitivamente sottomessi nel 194 a. C. I loro discendenti, acquisiranno nell'89 a.C il diritto latino (ius Latii) e nel 49 a.C. la piena cittadinanza romana
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giovedì 23 giugno 2011
L'espansione dei Celti e dei Galli in Italia e la loro influenza nel IV - III secolo a.C.
La penetrazione dei Celti in Italia avvenne ad ondate successive: inizialmente in ordine sparso durante l’età del ferro ( XI-IX sec A.C) , poi con tribù di invasione più compatte tra il VI e IV sec A.C. A questa seconda ondata si riferisce l'episodio del sacco di Roma da parte dei Galli nel 390 A.C. A testimoniare la rilevanza della loro presenza nel panorama italico il fatto che la Pianura padana fino al I sec D.C venne denominata Gallia Cisalpina.
I nomi di molte di queste tribù celtiche sono giunti fino ai nostri giorni: ricordiamo gli Insubri di stanza nell’Alta Lombardia, i Boi a cavallo del Po fino a Parma e Bologna, i Lingoni nella parte orientale del Po, i Senoni tra Rimini e Ancona, i Laevi e i Marici, nel Pavese e nel Novarese. Nel Veneto orientale si fece prepotente l'avanzata dei Carni, mentre nelle zona centrale essa fu resa blanda dalla resistenza dei Veneti.
Ciò che spinse queste popolazioni a valicare le Alpi fu il desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita e l'innato spirito d'avventura. Dove riuscirono a sottomettere le popolazioni autoctone non si registra un'evoluzione verso una civiltà urbana al contrario invece di quando riuscirono a convivere con le popolazioni più civilizzate dell’Etruria Padana ( che vennero però in un secondo tempo sopraffatte : da qui ad esempio la mutazione del nome di Felsina in Bononia)e dei Veneti che invece riuscirono a mantenere intatta la loro civiltà. Grazie a questi contatti si ebbe un miglioramento anche dell'arte celtica, inizialmente astrattamente stilizzata e propendente all'ornamento, verso una maggiore umanizzazione con ulteriore sviluppo nella metallurgia nella quale i Celti già eccellevano.
A partire dal IV secolo A.C l'influenza dei Celti nelle vicende politiche della penisola diviene più intensa. Essi con le loro pressioni da nord sugli Etruschi favorirono il progetto espansivo di Dionigi di Siracusa. Nel III secolo presero parte alle coalizioni antiromane che cercavano di porre un freno all’irresistibile espansione dell’Urbe. I Boi fecero un irruzione arrestata dai Romani nel lago Vadimone (283 A.C). Mezzo secolo più tardi ancora i Boi alleati con Insubri, Lingoni e gruppi di Celti d’oltralpe furono seccamente sconfitti dai Romani presso Talamone (225 A.c). Il contrattacco dei Romani portò alla vittoria di Clastidium ( Casteggio) contro gli Insubri nel 222. Da questo momento la colonizzazione romana della valle Padana si fa sistematica. I Celti sopravvissuti alla repressione instaurano pacifici rapporti con l’elemento romano-italico fino a fondersi con esso e creando i presupposti per la definitiva integrazione dei territori padani nello Stato romano.
I nomi di molte di queste tribù celtiche sono giunti fino ai nostri giorni: ricordiamo gli Insubri di stanza nell’Alta Lombardia, i Boi a cavallo del Po fino a Parma e Bologna, i Lingoni nella parte orientale del Po, i Senoni tra Rimini e Ancona, i Laevi e i Marici, nel Pavese e nel Novarese. Nel Veneto orientale si fece prepotente l'avanzata dei Carni, mentre nelle zona centrale essa fu resa blanda dalla resistenza dei Veneti.
Ciò che spinse queste popolazioni a valicare le Alpi fu il desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita e l'innato spirito d'avventura. Dove riuscirono a sottomettere le popolazioni autoctone non si registra un'evoluzione verso una civiltà urbana al contrario invece di quando riuscirono a convivere con le popolazioni più civilizzate dell’Etruria Padana ( che vennero però in un secondo tempo sopraffatte : da qui ad esempio la mutazione del nome di Felsina in Bononia)e dei Veneti che invece riuscirono a mantenere intatta la loro civiltà. Grazie a questi contatti si ebbe un miglioramento anche dell'arte celtica, inizialmente astrattamente stilizzata e propendente all'ornamento, verso una maggiore umanizzazione con ulteriore sviluppo nella metallurgia nella quale i Celti già eccellevano.
A partire dal IV secolo A.C l'influenza dei Celti nelle vicende politiche della penisola diviene più intensa. Essi con le loro pressioni da nord sugli Etruschi favorirono il progetto espansivo di Dionigi di Siracusa. Nel III secolo presero parte alle coalizioni antiromane che cercavano di porre un freno all’irresistibile espansione dell’Urbe. I Boi fecero un irruzione arrestata dai Romani nel lago Vadimone (283 A.C). Mezzo secolo più tardi ancora i Boi alleati con Insubri, Lingoni e gruppi di Celti d’oltralpe furono seccamente sconfitti dai Romani presso Talamone (225 A.c). Il contrattacco dei Romani portò alla vittoria di Clastidium ( Casteggio) contro gli Insubri nel 222. Da questo momento la colonizzazione romana della valle Padana si fa sistematica. I Celti sopravvissuti alla repressione instaurano pacifici rapporti con l’elemento romano-italico fino a fondersi con esso e creando i presupposti per la definitiva integrazione dei territori padani nello Stato romano.
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